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TERRY LEE HALE in Concert

aprile 28

| 5€ Consumazione obbligatoria

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Here, there and everywhere: ormai il singer-songwriter Terry Lee Hale ne ha viste di tutte. Figlio di un militare di carriera, Terry Lee nasce in Texas e decide di prendere in mano una chitarra dopo aver ascoltato un vecchio 78 giri di Bill Haley scovato in un armadio di casa e dopo aver visto i Beatles in televisione all’Ed Sullivan Show. In seguito ai continui spostamenti della sua famiglia, Terry Lee arriva frequentare in totale dieci diversi istituti scolastici e si abitua fin da giovanissimo ai continui spostamenti della famiglia. Dopo essersi diplomato a Yakima, nello stato di Washington, decide di trasferirsi assieme a Stella, la sua prima chitarra, inizialmente a San Francisco e poi dall’altra parte degli States, nel Maine. Il tempo e le autostrade lo portano a girovagare un po’ ovunque negli USA finchè nel 1984 si stabilisce nuovamente sull costa occidentale, a Seattle, assieme alla figlia di sette anni, due valigie e la sua nuova chitarra Froggy Bottom.

 

“Essere un genitore single ha avuto un ruolo enorme nello svoglimento della mia vita”, racconta. “Ha certamente ritardato la mia attività concertistica in tour e moltissime altre cose. Però non ho alcun rimpianto: a volte occorre rimboccarsi le maniche e fare quel che si deve”.

 

È così che inizia ad aprire i concerti di alcune rock band locali come Soundgarden, Skin Yard, Screaming Trees e The Walkabouts e a organizzare concerti nei locali della città. Per diversi anni Terry Lee è una presenza costante come “solo act” sulla scena di Seattle suonando nei club e facendo sfoggio di strane accordature aperte sulla chitarra e di canzoni dal tono intimamente ombroso e umorale. Seattle è in pieno cambiamento: dopo essere stata per anni ai margini delle mappe musicali, improvvisamente diventa non solo una delle città più vivibili degli States, ma anche una delle città la cui scena musicale indipendente è tra le più vivaci nonché alla vigilia di un grande salto di popolarità a livello non solo nazionale. Sebbene Seattle sia la città in cui ha vissuto più a lungo, Terry Lee non riesce a sentirsi musicalmente a suo agio. Pur vivendo in un luogo in cui è apparentemente libero di esprimersi (e in cui, in quegli anni, era possibile farlo) Terry Lee fatica a trovare una collocazione precisa all’interno di una scena il cui trend musicale principale aveva affinato direzioni musicali molto diverse dalle sue: in pratica sembra destinato a rimanere un perfetto outsider. Ne è prova il fatto che riuscirà mai ad accasarsi presso un’etichetta discografica americana, con la sola eccezione di una sua canzone inclusa in Sup Pop 200 (1988) la compilation seminale della scena di Seattle all’interno della quale (in mezzo ad artisti come Nirvana, Tad, Mudhoney, The Walkabouts, Soundgarden Screaming Trees, etc.) spicca come unico singer-songwriter.

 

Tuttavia, una tarda notte del 1993, arriva una telefonata dalla Germania in cui gli si chiede se sarebbe stato interessato a pubblicare in Europa su CD ed LP la sua cassetta Oh What A World per l’etichetta indipendente Normal Records. I suoi giorni come booking agent/bartender a Seattle stavano per finire, sua figlia Liza Lee viveva ora con sua mamma a Denver e i tempi stavano davvero per cambiare.

 

Nel 1993 arriva anche la prima tournée americana come opening act per gli amici The Walkabouts. In seguito TLH si farà molti nuovi amici in Bretagna e, di lì a breve, si ritroverà a trascorrere la maggior parte dell’anno in quella regione della Francia. È un radicale cambiamento di vita a cui seguono anni di grande creatività. In Europa pubblica una serie di album per varie etichette (Glitterhouse, Blue Rose, Borderdreams e, nel 2011, anche un album interamente strumentale pubblicato in proprio) e, oltre a una costante attività concertistica sia come artista sia accompagnato da una band, riesce finalmente a mantenersi come musicista a tempo pieno: “Trasferendomi in Europa sono stato in grado di passare dagli sporadici concerti nei club a situazioni e contesti più prestigiosi con un sostanziale innalzamento del rispetto nei miei confronti come artista. Questo ha rappresentato per me un grandissimo cambiamento di status”.

 

Dopo tre anni di lontananza dagli studi di registrazione, è della fine del 2013 il ritorno discografico di Terry Lee Hale. The Long Draw, pubblicato da Glitterhouse Records, è probabilmente l’album più importante di tutta la sua carriera. Registrato in uno studio nel mezzo della Bretagna con una band il cui nucleo è formato fa Frantxoa Erreçarret alla batteria e Nicolas Chelly al basso (una coppia di musicisti baschi francesi che già in passato avevano accompagnato TLH in tour) e prodotto da Bob Coke (Black Crowes, Ben Harper) The Long Draw è un vero capolavoro di songwriting americano. Come ha scritto Giancarlo Susanna nella sua recensione per la rivista Outsider, “Hale ha realizzato l’album che Bob Dylan sembra ormai incapace di pensare e creare”.

 

“Quest’album ha il passo narrativo di un diario di viaggio, come fosse una raccolta di brevi racconti. Sono sempre stato un vagabondi, sempre in viaggio. Queste nuove canzoni raccontano alcune delle storie racchiuse in tutti quei chilometri. Come fossero spilli su di una mappa”.

 

The Long Draw è un disco che racchiude il passato, il presente e il futuro di Terry Lee Hale. Here, there and everywhere, appunto.

 

www.terryleehale.com

Dettagli

Data:
28 aprile 2014
Prezzo:
5€ Consumazione obbligatoria

Luogo

Druso Circus
via Galimberti, 6, Bergamo, 24124 Italia
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